La Guerra d’Indipendenza americana
Nel 1760 le colonie britanniche erano 13 e avevano sviluppato il proprio sistema politico ed economico. Per la maggior parte del tempo (dall’inizio sino al 1700), la monarchia e il parlamento britannico si astennero dal coinvolgersi direttamente negli anni aspetti della vita coloniale, concedendo un certo grado di autonomia. Però il focolaio della guerra contro i francesi e gli indiani, avrebbe cambiato la situazione delle 13 colonie. I britannici tentarono di proteggere le colonie, inviando tutte le forze possibili per proteggerle. Conclusasi la guerra, le finanze britanniche erano in crisi a causa dello sforzo economico e il parlamento inglese decise di creare delle imposte per condividere insieme alle colonie il pagamento dei debiti derivanti dalla guerra.
Durante un decennio i britannici, crearono una serie di misure fiscali che indignarono i coloni. I tributi dovuti dai coloni spaziavano dal commercio ai redditi. Furono decise imposte sulla importazione del Thé (1763), sull’importazione dello zucchero (1764), ecc…
Il risentimento contro le impopolari azioni del parlamento britannico, iniziò a creare un malcontento che ebbe l’effetto di unire le colonie. I coloni resistettero al regime britannico in vari modi. Pubblicamente si criticava il parlamento perché approvava maggiori imposte, senza il consenso dei coloni. Commercianti e lavoratori crearono “I figli della libertà”, qualcosa di simile a un club militare. Iniziarono i boicottaggi contro le merci inglesi: il più celebre è senza dubbio, l’avvenimento del Boston Tea Party nel 1773, dove un gruppo di volontari guidati da Sam Adams, gettò in mare il carico della nave inglese. Gli inglesi, per ripicca, promulgarono un anno dopo delle leggi che limitavano l’autonomia delle 13 colonie.
Quando i britannici sciolsero la legislatura del Massachusetts, chiusero il porto di Boston e chiusero i tribunali dei coloni, ottennero come conseguenza una maggiore cooperazione tra le colonie e capirono che l’unica via per l’indipendenza sarebbe stata quella delle armi.
Era il 1774, quando si riunì il primo congresso continentale con i delegati delle 13 colonie per decidere il da farsi. Questo congresso inviò una specie di memoriale al parlamento inglese, sollecitandolo ad esaudire le loro richieste.
Le ostilità iniziarono il 19 aprile del 1775 quando le truppe britanniche marciarono verso Lexington e Concord nel Massachusetts per catturare i ribelli e le loro armi.
Nell’estate del 1775, le colonie si riunirono in un secondo Congresso che sancì formalmente l’inizio del processo d’indipendenza e la costituzione di una Confederazione e un governo che unificherà in futuro le colonie. Per alcuni l’inizio fu timido e debole, posto che i fondi economici raccolti erano esigui e che il numero delle munizioni e dei militari non adeguato.
Gran merito della vittoria lo si deve alla leadership del generale e futuro primo presidente degli Stati Uniti d’America, George Washington, che contro tutti i pronostici riuscì a far trionfare le sue truppe, nonostante l’inesperienza dei suoi uomini in battaglia contro un esercito ben organizzato come quello inglese e nonostante la debolezza militare del governo federale. L’altro aspetto fondamentale per la vittoria è stato l’appoggio dato dalla Francia a questa causa. Nel 1779 la Francia e gli Stati Uniti, firmarono un trattato di aiuti per la causa americana. Comunque non furono solo i francesi a dare una mano contro lo strapotere inglese: infatti anche la Spagna e l’Olanda diedero la loro collaborazione. Tutti questi fattori diedero la vittoria militare nell’ottobre del 1781, quando nella battaglia di Yorktown in Virginia, il generale britannico Cornwallis si ritirò. La guerra d’Indipendenza terminò ufficialmente con il trattato di Parigi del 1783.

